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ABSTRACT, BIBLIOGRAFIE E BIOGRAFIE Francesco Coniglione Filosofia comparata come nuova agorà per il pensiero critico Abstract in punti: La comparazione è una condizione naturale della filosofia. Senza comparazione e confronto non è possibile alcun progresso in nessun campo. La comparazione è la conseguenza del pluralismo. Il pluralismo è insito nella condizione umana, non è un suo accidente Dal pluralismo conflittuale ma non reciprocamente annientatore scaturisce il progresso, tramite la possibilità della comparazione competitiva. Il pensiero critico presuppone la comparazione e la comparazione presuppone il pluralismo. Il pluralismo è esattamente il contrario del mito dell'unità, della "reductio ad unum"; è per l'alterità di contro alla identità, che è stato il mito di fondo della filosofia occidentale e della sua fondazione greca. La "reductio ad unum" esiste solo sul piano della Verità, ma la Verità non è esprimibile in modo unitario all'interno del linguaggio umano. Il linguaggio umano è essenzialmente pluralista. Per cui nel linguaggio non esiste la Verità, ma le molteplici verità interne a ciascun linguaggio. Il tentativo di esprimere la Verità nel linguaggio ha sempre portato al dogmatismo, alla intolleranza, alla negazione del pluralismo. Il pluralismo si esprime anche come pluralità delle culture e dei loro linguaggi. Quindi l'esercizio critico della ragione non può fare a meno di considerare il modo in cui i diversi linguaggi hanno cercato di trovare un accesso alla Verità. La conoscenza delle altre filosofie e dei pensieri diversi è la condizione imprescindibile per l'esercizio del pensiero critico. Pensiero critico significa infatti capacità di mettere in discussione ciò che di solito si presenta come l'impensato, ovvero ciò da cui partiamo per pensare e che proprio per questo non pensiamo mai. Attraversare il pensiero delle altre culture ­ specie quelle che con la nostra hanno avuto meno rapporti, come quella cinese ­ significa prendere la distanza dai propri presupposti, guardarli dall'esterno, e decostruirli dal di fuori; operazione che non si può compiere dal di dentro, perché si ricadrebbe fatalmente in una delle posizioni che stanno sempre all'interno della nostra tradizione (rifiutare la metafisica greca significa di fatto cadere nella fonte ebraico-biblica: Atene vs Gerusalemme). E questo modo di esercitare il pensiero critico è la base di una nuova cittadinanza da non ritrovarsi in ciò che unisce (come si è vanamente tentato di fare per la Costituzione Europea), ma nello `scarto' tra le sue culture, che raggiunge la sua più radicale espressione nello scarto tra dimensione religiosa e ateismo. Si deve parlare di `scarto' e non di `differenza', perché quest'ultima presuppone una orizzonte comune, una identità più generale dalla quella si `differenzia'. In ciò si esprime il modo più corretti di intendere l'ermeneutica, che da questo punto di vista rappresenta lo sfondo filosofico più adeguato per la complessità e la filosofia comparata. - - Bibliografia essenziale Il classico studio che ha aperto metodologicamente tale campo di indagine, coniando anche il termine: - P. Masson-Oursel, La philosophie comparée, Alcan, Paris 1923 (il classico studio che ha introdotto il tema, coniando anche il termine).


Studi contemporanei più importanti e utilizzati, che affrontano la questione da un punto punto di vista introduttivo ed epistemologico: - M.L. Lanzillo, Il multiculturalismo, Laterza, Bari 2005. - G. Pasqualotto, East & West. Identità e dialogo culturale, Marsilio, Venezia 2003. - F. Jullien, L'universale e il comune. Il dialogo tra culture, Laterza, Roma-Bari 2010. - F. Jullien, Contro la comparazione, Mimesis, Milano-Udine 2014. - P.T Raju, Introduction to Comparative Philosophy, Southern Illinois University Press, Carbondale 1970. - G.J. Larson, E. Deutsch (eds), Interpreting Across Boundaries: New Essays in Comparative Philosophy, Princeton U.P., Princeton 1988. - W. Benesch, An Introduction to Comparative Philosophy: A Travel Guide to Philosophical Space, Palgrave Macmillan, New York 2001. - R.W. Smid, Methodologies of Comparative Philosophy: The Pragmatist and Process Traditions, State University of New York Press, Albany 2010. - Hwai Yoi Jung, Transversal Rationality and Intercultural Texts. Essays in Phenomenology and Comparative Philosophy, Ohio Univ. Press, Athens 2011. Studi contemporanei più significativi che cercano di condurre esperimenti di comparazione in diversi campi: - A.J. Bahm, Comparative Philosophy. Western, Indian and Chinese Philosophies Compared, World Books 1977 (rev. ed. 1995). - G. Pasqualotto, Illuminismo e illuminazione. La ragione occidentale e gli insegnamenti del Buddha, Donzelli, Roma 1997. - Ben-Ami Scharfstein, A Comparative History of World Philosophy From the Upanishads to Kant, State University of New York Press, Albany (N.Y.) 1998. - H. Gene Blocker, World Philosophy. An East-West Comparative Introduction to Philosophy, Prentice Hall, Upper Saddle River, N.J. 1999. - T.C. McEvilley, The Shape of Ancient Thought. Comparative Studies in Greek and Indian Philosophies , Allworth Press, New York 2002. - S.A. Mattice, A. Geoff, J.P. Kimber (eds), Comparative Philosophy Today and Tomorrow: Proceedings from the 2007 Uehiro CrossCurrents Philosophy Conference, Cambridge Scholars Publishing, 2009. - S. Mattice, "Rethinking Combative Dialogue: Comparative Philosophy as a Resource for Examining Models of Dialogue", in Paideusis, vol. 19 (2010), No. 1, pp. 43-48. - V. Melchiorre (a cura di), Filosofie nel mondo, Bompiani, Milano 2014. Breve biografia dell'autore Francesco Coniglione si è interessato alle vicende storiche e teoriche della filosofia scientifica del Novecento, portando la propria attenzione anche su alcuni momenti importanti del pensiero filosofico italiano, avendo presente sempre una loro considerazione dal punto di vista della riflessione metodologica e epistemologica. Ulteriore campo di interesse è stato, negli ultimi anni, la riflessione sulla società della conoscenza e sulle sue implicazioni per lo sviluppo e l'innovazione tecnologica e le istituzioni di alta formazione, come le università. Infine, a cominciare dall'anno sabbatico di cui ha goduto nell'a.a. 2012-13, ha iniziato un vasto progetto di ricerca sul problema dell'interrelazione tra conoscenza accettata, che ha dominato la storia del pensiero europeo sin dall'affermazione del logos nella filosofia greca, e la cosiddetta "conoscenza rifiutata" che si è espressa sia in tutte le pratiche "cognitive" spesso catalogate come "irrazionali", sia nelle filosofie e culture che sono non sono mai entrate a far parte dello studio accademico del pensiero, quali quelle orientali, ancora vittime del giudizio negativo dato su di esse da Hegel. Tali interessi ­ che in passato si era espresso già in alcun saggi che toccavano tematiche e figure "eterodosse" ­ sono alla base di una ampia monografia sulla quale sta attualmente lavorando.


Nuccio Ordine Una religione civile contro il fanatismo: l'appello di Giordano Bruno Abstract Agli inizi degli anni ottanta del Cinquecento, nell'Ambasciata francese a Londra, Giordano Bruno (15481600) e Michel de Castelnau (1518/20-1592) condannano i fanatismi religiosi: il primo da filosofo, il secondo da diplomatico. Ma nello Spaccio de la bestia trionfante (1585) e nei Mémoires ritornano certe immagini e certi temi che vent'anni prima ­ contro «papisti» et «ugonotti» - erano stati già utilizzati da Ronsard (15241586) nei suoi versi militanti del Discours des Misères de ce temps. Attraverso l'analisi comparata di questi testi viene fuori l'idea di "religione civile" teorizzata da Bruno. Per Bruno i premi spettano di diritto solo a coloro che sono impegnati nel «fare ed operare». Così come gli onori vanno distribuiti non in base al censo o alle ricchezze, ma tenendo esclusivamente conto dei meriti individuali («e non si distribuiscano le cure con bilanciar gli gradi del sangue, de la nobilitade, de' titoli, de ricchezza: ma de le virtudi che parturiscono gli frutti de le imprese»). Giordano Bruno, attraverso le parole di Giove, lo afferma senza mezzi termini: la legge e la religione sono state create per gli uomini, non per gli dei. Le divinità non hanno bisogno di essere rispettate per accrescere la loro gloria. Nessun rito umano può conferire loro più onore di quanto già non ne abbiano. Lo scopo delle cerimonie non riguarda, quindi, chi abita le regioni celesti. Per gli dei, al contrario, contano solo quei gesti e quegli atti che hanno effetti positivi sulla «civile conversazione». Le passioni divine non si scatenano per quello che gli uomini fanno in favore o contro gli dei, ma unicamente per ciò che viene fatto in favore o contro «le republiche», in favore o contro lo Stato. La Legge, nella sua doppia valenza politica e religiosa, ha soprattutto la funzione di «legare». Non si tratta però di un legame individuale tra l'uomo e la divinità, ma di un'unione tra l'uomo e la comunità alla quale egli appartiene. Questo è l'unico parametro che permette di distinguere atti eroici e atti bestiali, religioni utili e religioni disutili, bene e male. Gli dei giudicano positivamente soltanto quei riti e quelle cerimonie che riescono a rafforzare la coesione sociale, che stimolano gli uomini a compiere azioni e gesti nobili «al servizio della communitade». Breve biografia dell'autore Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è professore ordinario di Letteratura italiana nell'Università della Calabria. È autore del saggio L'utilità dell'inutile (Bompiani, 2013), tradotto in diciotto lingue. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri (tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo): La cabala dell'asino (Napoli 19962), La soglia dell'ombra (Venezia 20093) e Contro il Vangelo armato (Milano 20092). Ha pubblicato anche: Teoria del riso e teoria della novella nel Cinquecento (Napoli 20092), Le rendez-vous des savoirs (Paris 20092), Les portraits de Gabriel García Márquez (Paris 2012), Une année avec les classiques (Paris 2015). Fellow dell'Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU) e in Europa (EHESS, École Normale Supérieure, Paris-IV Sorbonne, Paris-III Sorbonne-Nouvelle, CESR di Tours, Institut Universitaire de France, Paris-VIII, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d'Onore dell'Istituto di Filosofia dell'Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto una laurea honoris causa nell'Universidade Federal do Rio Grande do Sul di Porto Alegre (2012). È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (Chevalier nel 2009 e Commandeur nel 2014) e nel 2012 il Presidente della Repubblica gli ha concesso la Légion d'Honneur. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha nominato nel 2010 Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. In Francia dirige, con Yves Hersant, tre collane di classici (con testo a fronte) presso Les Belles Lettres, in Italia la collana bilingue Classici della letteratura europea presso Bompiani e in Romania la collana bilingue Biblioteca italiana presso l'editore Humanitas. Collabora al "Corriere della Sera" e a "Sette".


Danielle Cohen-Levinas Politique du tiers et éthique de la socialité chez Emmanuel Levinas Abstract Je souhaite confronter la pensée de la socialité avec celle de la communauté. Ce face-à-face me semble déterminant pour comprendre, d'une part, une divergence fondamentale entre Levinas avec Heidegger, et d'autre part, pour comprendre l'articulation complexe chez Levinas entre « pluralité et « asymétrie » ou irréversibilité. Poser ensemble, le rapport entre pluralité et asymétrie fonde selon nous le motif du « tiers », si fondamental dans l'oeuvre de Levinas, surtout dans Autrement qu'être. La question qui me préoccupe et à laquelle je tenterai d'apporter des éléments de réponse est la suivante : Reconnaître autrui, l'accueillir, est-ce une manière d'être-au-monde, d'être-en-communauté, ou est-ce sortir au contraire du système clos de la communauté et aborder la pluralité des tiers en dehors de la réduction phénoménologique du monde à la communauté ? Dans cette perspective, la question de la Justice, sous-jacente à la socialité, apparaît dès lors comme le pivot de la différence. Bibliografia essenziale I - Bibliographie primaire : Emmanuel Levinas, Totalité et Infini, La Haye, ed. Martinus Nijhof, 1961 (Paris, Poche, Essais, 1990) Emmanuel Levinas, Autrement qu'être, La Haye, ed. Martinus Nijhof, 1974 (Paris, Poche, Essais, 1990) Emmanuel Levinas, Humanisme de l'autre homme, Montpellier, Fata Morgana, 1972 (Paris, Poche, 1990) Martin Heidegger, Sein und Zeit, Tübingen, Niemeyer, 1927 ­ Traduction française, F. Vezin, Paris, Gallimard, 1986 Martin Heidegger, Über den Humanismus, 9ème édition, Frankfurt am Main, Vittorio Klostermann, 1991 ­ Traduction française par R. Munier, « Lettre sur l'humanisme », in Questions III, Paris, Gallimard, 1966, pp. 71-157 II - Bibliographie secondaire : - Hannah Arendt, Condition de l'homme moderne, trad.. Georges Fradier, Paris, Calmann-Levy, 1983 - Jan Patocka, Qu'est-ce que la phénoménologie ? Grenoble, Millon, 1988 Françoise Dastur, « Le concept de monde chez Heidegger après Etre et temps », in Alter n°6, Paris, 1998, pp. 385-401 Breve biografia dell'autore Ancienne élève du Conservatoire National Supérieur de Musique, de l'Ecole Normale Supérieure de musique et de l'Université Paris IV et Paris I Sorbonne, Danielle Cohen-Levinas est philosophe et musicologue. Nommée pensionnaire à la Villa Medicis à Rome en 1992, elle rentre au CNRS un an plus tard et y reste jusqu'en 1998. Elle a été Directrice de programme au Collège International de Philosophie entre 1996 et 2002. Professeur à l'Université Paris IV Sorbonne depuis 1998, où elle a fondé le Centre d'esthétique, musique et philosophie contemporaine, puis, en 2008, le Collège des études juives et de philosophie contemporaine ­ Centre Emmanuel Levinas. Elle est chercheur-associé aux Archives Husserl


de Paris à l'Ecole Normale Supérieure de la rue d'Ulm. Ses domaines de recherches et de spécialisation sont : l'idéalisme musical allemand, l'opéra et la création musicale au XXè siècle, la philosophie contemporaine, la post-phénoménologie française et la philosophie juive allemande. Elle est l'auteur de nombreux essais, articles et a publié plusieurs ouvrages collectifs consacrés à ces différents domaines de la pensée. Derniers ouvrages parus : L'impatience des langues (co-écrit avec Gérard Bensussan, Hermann édition, 2010), Le siècle de Schoenberg (dir., Hermann édition, 2010), Emmanuel Levinas et le souci de l'art (direction de collectif, ed. Manucius, 2010), Levinas et l'expérience de la captivité (dir. édition Parole et Silence, 2011), Lire Totalité et Infini (dir. Ed. Hermann, Paris); Numéro de la revue Europe sur Levinas, 2011; Figure du dehors ­ Sur Jean-Luc Nancy (co.resp. Gisèle Berkman, ed. Cécile Defaut, 2012); Politique et métapolitique chez Emmanuel Levinas, L'énigme de l'humain ­ Entretiens avec Miguel Abensour, (Hermann édition, 2012); L'opéra et son double (Vrin, 2013), Bénédiction ! Cinq infinis devant Celan (à paraître).


Clementina Cantillo Suono, colore, forma: musica e pittura nel primo Novecento Abstract Je souhaite confronter la pensée de la socialité avec celle de la communauté. Ce face-à-face me semble La Germania degli anni a cavallo tra i due secoli, XIX e XX, rappresenta un momento storico-culturale di grande intensità, attraversato da profonde trasformazioni, di cui l'arte, per aspetti essenziali, è stata interprete privilegiata. Di fronte alla crisi del modello di razionalità filosofica e scientifica che aveva così profondamente segnato il volto del moderno mondo occidentale, i linguaggi delle arti si fanno "interpreti" del proprio tempo, portatori di una verità complessa e dinamica, che sfugge agli esclusivi confini di un discorso logico-inferenziale, incapace di andare al di là delle sue stesse premesse, e che reclama la creazione di altri strumenti per essere espressa e compresa. In questo senso, le storie delle avanguardie artistiche e musicali sono una "questione" del pensiero, nel duplice significato che appartengono al pensiero e, al tempo stesso, ne delineano i percorsi concreti e determinati mostrando il nesso produttivo della attività creativa con il piano della riflessione teorica. All'interno di tale scenario ­ di cui si analizza in particolare il dialogo tra Kandinskij e Schönberg ­ all'arte viene attribuito un ruolo privilegiato nella sua capacità di riflettere sul rapporto che, nel tempo, l'uomo istituisce con il mondo e con gli altri uomini, ponendo questioni centrali, quali quella del peculiare carattere `veritativo' della creazione artistica o della sua valenza etica. Alla luce del chiarimento degli obiettivi teorici, vengono a ridefinirsi anche il significato e le forme dei singoli linguaggi artistici, da un lato, fluidificandone i confini e riducendone le distanze nella comune esigenza espressivo-evocativa, dall'altro, aprendo l'autonomo cammino che ciascuna arte compie verso la ricerca dei mezzi che le sono propri. Bibliografia essenziale Fonti: W. Kandinskij, Lo spirituale nell'arte, a cura di E. Pontiggia, Milano, SE, 2005 W. Kandinskij, Scritti intorno alla musica, a cura di N. Pucci, Firenze, La Nuova Italia, 1990² A. Schönberg-W. Kandinskij, Musica e pittura. Lettere, testi, documenti, a cura di J. Hahl-Koch, Torino, Einaudi, 1988 Recente letteratura secondaria: S. Poggi, L'anima e il cristallo. Alle radici dell'arte astratta, Bologna, il Mulino, 2014 M. Passaro, L'arte espressionista. Teoria e storia, Torino, Einaudi, 2009 P. Boulez, Il paese fertile. Paul Klee e la musica, a cura di P. Thévenin, Milano, Abscondita, 2005 E. Lisciani-Petrini, Il suono incrinato. Musica e filosofia nel primo Novecento, Torino, Einaudi, 2001 Breve biografia dell'autore Clementina Cantillo insegna Storia della filosofia e Storia e didattica della filosofia nell'Università degli Studi di Salerno. Le linee principali della sua ricerca si collocano nell'ambito della cultura filosofica moderna e contemporanea, da Vico alla cultura filosofica meridionale sei-settecentesca, dal pensiero hegeliano alla sua interpretazione nella riflessione di Ortega y Gasset, autore sul quale si è maggiormente soffermata nei suoi studi più recenti. E' autrice di numerosi saggi e volumi, tra cui le monografie Concetto e metafora. Saggio sulla storia della filosofia in Hegel (Loffredo, Napoli 2007), La ragione e la Vita. Ortega y Gasset interprete di Hegel (Rubbettino, Soveria Mannelli 2012) e Para una crítica de la razón vital. Entre Hegel y Ortega (Biblioteca Nueva, Madrid 2016). Fin dall'avvio dei suoi studi ha, inoltre, coltivato un interesse filosofico-musicale, sfociato nella pubblicazione di contributi rivolti al chiarimento del nesso tra filosofia e musica in alcuni luoghi essenziali della storia del pensiero occidentale. Fa parte del comitato scientifico di riviste nazionali e internazionali.


Supakwadee Amatayakul Ethics of Care: Relational Selves and the Public Sphere Abstract The ethics of care was most explicitly articulated by Carol Gilligan, an American psychologist, feminist, and ethicist, in the early 1980s. Gilligan saw the path of moral development as described by Lawrence Kohlberg, her mentor at Harvard, as problematic, and outlined a different one in her book, In a Different Voice (1982). Kohlberg had proposed that moral development progressively moves toward more universalized and principled thinking, and had also found that, when comparatively studied, girls scored significantly lower than boys. Gilligan criticized Kohlberg's model of moral development for being gender-biased, and asserted hearing a "different voice" than the voice of justice presumed in Kohlberg's model. According to Kohlberg's model, the moral reasoning of girls and women were considered immature because of its preoccupation with immediate relations ­ a charge that Gilligan strongly refuted. She argued that men and women often speak different moral languages, and sought to correct the tendency to take the male perspective as the prototype for humanity in moral reasoning. Gilligan proposed the "care perspective" as an alternative, but equally legitimate, form of moral reasoning overshadowed by masculine liberal justice traditions focused on autonomy and independence. As a moral theory, the ethics of care regards the fundamental elements of relationships, dependencies, and vulnerabilities in human life as morally significant. Conceiving the moral self as essentially relational, it seeks to maintain relationships by contextualizing and promoting the well-being of care-givers and care-receivers in a network of social relations, i.e. by meeting the needs of both ourselves and others. The ethics of care emphasizes the importance of reasoning from particulars, as well as of caring motivation, emotions and the body in moral deliberation. The ethics of care has been applied to a number of ethical debates concerning public life such as issues of welfare, corporate globalization, political agency, and the environment. It is increasingly used to inform governmental and corporate responsibilities for providing protection, health care, clean environments, economic support in times of need, and for upholding the basic rights of individuals. By criticizing liberal individualistic premises that underlie much of public policies, the ethics of care offers a possible reformulation that incorporates an understanding of human dependency. This lecture will focus on Gilligan's formulation of the ethics of care and its application to issues in public life. Bibliografia essenziale - Benhabib, Seyla. "The Generalized and Concrete Other: The KohlbergGilligan Controversy and Moral Theory", in Praxis International (1986) 38-60. - Clement, Grace. Care, Autonomy and Justice: Feminism and the Ethic of Care. Boulder, CO: Westview Press, 1996. - Engster, Daniel. The Heart of Justice. Oxford: Oxford University Press, 2007. - Gilligan, Carol. In A Different Voice. Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 1982. - Gilligan, Ward, Taylor, and Bardige. Mapping the Moral Domain: A Contribution of Women's Thinking to Psychological Theory and Education. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1988. - Held, Virginia. Feminist Morality: Transforming Culture, Society, and Politics. Chicago, IL: University of Chicago Press, 1993. - Kittay, Eva Feder. Love's Labor: Essays on Women, Equality, and Dependency. New York, NY: Routledge, 1999. - Kohlberg, Lawrence. "The Child as a Moral Philosopher", in C. Sommers and F. Sommers, eds. Vice and Virtue in Everyday Life. San Diego: Harcourt Brace Jovanovich, 1989. - Slote, Michael. The Ethics of Care and Empathy." New York, NY: Routledge, 2007. - Noddings, Nel. Starting at Home: Caring and Social Policy. Berkeley, CA: University of CA Press, 2002.


- Robinson, Fiona. Globalizing Care: Ethics, Feminist Theory, and International Relations. Boulder, CO: West View Press, 1999. - West, Robin. Caring for Justice. New York, NY: New York University Press, 2000. Breve biografia dell'autore Supakwadee Amatayakul, Ph.D. (Claremont Graduate University, USA), has conducted research in the areas of Feminist Philosophy and Feminist Philosophical Historiography for 15 years. A former Professor at the Department of Philosophy, Faculty of Arts, Chulalongkorn University, Thailand, she was also one of the core faculty members of the two academic programs in Women's Studies in Thailand. Her publications in English, Thai, French, and Chinese cover new dimensions on feminist interpretations of classical philosophical sources. Her researches on René Descartes's Passions of the Soul are the first philosophical treatment of the role of the emotions in Descartes's moral philosophy in Thai, and have been published in different languages. She is a member of the Committee on Gender of the International Federation of Philosophical Societies as well as of the Asian Association of Women's Studies. She was a Visiting Scholar at Peking University, China, at Osaka University, Japan, as well as at the University of Athens, Greece. She is the general editor of the Chulalongkorn Journal of Buddhist Studies, and is currently a visiting professor at the National Research Council, Italy.


Giovanni Boniolo Filosofia, ragionamento critico, deliberazione pubblica e cittadinanza attiva Abstract Si mostrerà come tecniche filosofiche di pensiero critico collettivo, basate sulla metodologia didattica medievale, possano essere di profondo aiuto per sviluppare una cittadinanza consapevole che possa deliberare su temi eticamente sensibili con competenza scientifica, etica e argomentativa. Si faranno degli esempi pratici per far illustrare come l'approccio filosofico proposto non sia solo teorico ma sia stato implementato in casi reali (con cittadini reali) e come possa assumere pure valore didattico. Questo in ossequio all'idea che il sapere filosofico possa e debba avere un impatto profondo nella vita di ogni giorno. Bibliografia essenziale - Boniolo, Il pulpito e la piazza. Democrazia, deliberazione e scienze della vita, Raffaello Cortina Editore, Milano 2011. - Boniolo, P. Maugeri (a cura di), Etica ai confini della biomedicina. Per una cittadinanza consapevole, Mondadori Università, Milano 2014. - Boniolo, The Art of Deliberating. Democracy, Deliberation and the Life Sciences Between History and Theory, Springer, Heidelberg 2012 (trad. inglese parzialmente modificata del lavoro per Raffaello Cortina Editore) - Boniolo, G. Schiavone, M. Mameli, Moderate Epistocracy for Deliberative Bioethics, Cambridge Quarterly of Healthcare Ethics, 24(2015):1 ­ 9. - Boniolo, G. Schiavone, Deliberation and Democracy. In: James D. Wright (editor-in-chief), International Encyclopedia of the Social & Behavioral Sciences, 2nd edition, 6 (2015). Oxford: Elsevier. pp. 61­67. Breve biografia dell'autore Cattedra di Filosofia della scienza e Medical Humanities, Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico Specialistiche, Università di Ferrara. Anne Boyksen Fellowship, Institute for Advanced Study, Technische Universität München Già fondatore della Cattedra di Medical Humanities, Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Milano Già fondatore e direttore della Biomedical Humanities Unit, Dipartimento di Oncologia Sperimentale, IEO, Milano. Presidente della `Società Italiana di Storia, Filosofia e Studi Sociali della Biologia e della Medicina' (BIOM) Membro o Presidente di comitati etici italiani ed europei e di Advisory Board di centri di ricerca e di riviste internazionali I suoi interessi di ricerca riguardano (i) decision-making pubblico e individuale, specie quando vi sono temi eticamente sensibili; (ii) consenso basato sulla fiducia per pazienti; (iii) i fondamenti filosofici della ricerca biomedica e della pratica clinica; (iv) pensiero critico e teoria dell'argomentazione. Responsabile editoriale di Springer Briefs on Ethical and Legal Issues in Biomedicine and Technology. Il suo lavoro è testimoniato da circa 13 libri (più 12 curati) e da circa 200 saggi pubblicati su riviste internazionali Ultimi libri: - Boniolo, M. Nathan (eds.), Philosophy of Molecular Medicine: Foundational Issues in Research and Practice, Routledge, New York 2017 - Boniolo, V. Sanchini (eds.), Ethical counselling and medical decision-making in the era of personalized medicine, Springer, Heidelberg 2016 - Boniolo, Le regole e il sudore. Divagazioni su sport e filosofia, Raffaello Cortina Editore, Milano 2013.


Luca Maria Scarantino Fuori dal guscio: riflessioni sulle Olimpiadi di Filosofia Abstract Le Olimpiadi internazionali di filosofia rappresentano in misura crescente un momento di apertura a temi, tradizioni, culture e forme di pensiero in grado di espandere i confini del pensiero filosofico. In relazione all'ultima edizione, che ha visto un nuovo successo della delegazione coreana, cercheremo di riflettere sul ruolo formativo di tali aperture; ne discuteremo la continuità con una "tradizione" complessa e intrisa di saperi dimenticati; e sosterremo l'idea secondo cui l'impatto culturale del pensiero filosofico è funzione della sua capacità di muoversi su scala transculturale. Questi motivi di riflessione sono intesi a provocare una discussione tra i partecipanti, più che a illustrare tesi predefinite. Breve biografia dell'autore Luca Maria Scarantino insegna Filosofia e politica della cultura presso l'università IULM di Milano. Autore di diversi lavori sulla filosofia italiana contemporanea, i suoi studi più recenti portano sull'analisi di alcune strutture elementari della moralità, quali persuasione, violenza, fiducia, risentimento, generosità e amore. Questo lavoro cerca, tra l'altro, di identificare alcuni concetti morali transculturali, tra cui caritas, ren, ubuntu e la Regola d'oro come struttura costitutiva della moralità. Direttore della rivista internazionale Diogenes/Diogène, dal 2008 è Segretario generale della Federazione internazionale delle società filosofiche (FISP). Tra i suoi compiti istituzionali, la preparazione del 24° Congresso mondiale di filosofia (Pechino 2018). E' stato a più riprese componente della giuria internazionale delle Olimpiadi filosofiche di filosofia, che ha presieduto nel 2011.


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